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giovedì 6 giugno 2013

Storia di un viaggio nelle Marche e di una cena a "Il Cardeto" di Ancona


Non c'è verso, non riesco a dedicarmi al blog come vorrei, ho tanti di quei post arretrati, di quelle ricette provate, mangiate e riprovate, di storie ormai passate e dimenticate che farei meglio a resettare e ricominciar da capo.
Ma a questo post ci tengo, per tante ragioni, compreso il fatto che l'avevo promesso al proprietario del ristorante "Il Cardeto" che per gentilezza, simpatia e professionalità se lo merita tutto.
Ma partiamo dall'inizio: per il ponte del 25 aprile ci siamo fatti un viaggetto nelle Marche.
Abbiamo approfittato di una offerta della Tirrenia che ci ha permesso di imbarcare la macchina per pochi euro. Perché le Marche vanno girate in macchina, con tutti quei borghi arroccati, le strade di montagna, i paesi sul mare sarebbe impensabile scegliere una località e non muoversi da lì. Ci sono sempre i mezzi pubblici, direte voi, ma non mi è sembrato abbiano una rete così capillare da sostituire degnamente l'automobile.
Vi dico già da ora che le Marche sono state una bella scoperta, sono una terra compresa tra il mare e la montagna, ricca di storia, di tradizione e di un sacco di cose meravigliose da mangiare.
Siamo arrivati sulla penisola giovedì mattina e l'abbiamo lasciata il sabato notte, è stato quindi un micro-viaggio, per chi ama i km che scorrono dal finestrino, la radio che va e la strada che ti riempie gli occhi.

venerdì 7 dicembre 2012

Colon irritabile: istruzioni per l'uso


Giusto per confermare la totale incoerenza di cui gode il mio blog, oggi non scriverò un post di cucina, non mi prenderò il mio spazio per sbraitare contro il paese in cui viviamo, non vi annuncerò un evento, né tanto meno recensirò un ristorante.
Oggi questo post lo scriverò per me, per questo assurdo periodo che mi sta capitando di vivere, così diverso da quello "di sempre", così condizionato e così condizionabile.
Voi lettori del blog siete ampiamente informati sulle mie problematiche colon-intestinali e, se solo sei mesi fa mi avessero chiesto come mi sarei comportata se d'improvviso il mio apparato digerente fosse impazzito, avrei risposto che per pudore e riservatezza avrei preferito non parlarne con nessuno.
Ed invece ormai ne parlo con chiunque, rendendomi probabilmente noiosa e a tratti quasi "spiacevole",  perché, per capirci, ho sempre odiato le persone che parlano di questo bisogno fisiologico, della sua regolarità, dei problemi in viaggio etc etc.
Ma devo dire che questi mesi di astinenza dal cibo (quello buono intendo), di privazioni davanti a tavole imbandite e meravigliosi bicchieri di birra, di dolori persistenti e fughe verso casa, stanno mettendo a dura prova anche il mio proverbiale ottimismo, la mia naturale propensione al sorriso ed evidentemente anche il mio spiccato senso del pudore.
Proprio per questo oggi vorrei riuscire a raccontarvi questa avventura, perché, tra le altre cose, ho scoperto che il mio è un problema comune e diffuso e che quindi in tanti potrebbero riconoscersi nel racconto che sto per farvi.