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mercoledì 10 settembre 2014

Su Carduleu, capitolo secondo: cronaca del primo pranzo senza figlia


Un post ogni due mesi è davvero poco, anche per un blog disordinato, discontinuo e di poche pretese come il mio. Pensavo che avrei preso il ritmo e giuro che mai come ora avrei bisogno di scrivere un post al giorno, di condividere ogni piccolo passo di questa nuova avventura e di rassicurarvi circa la sopravvivenza del mio amore per la cucina e per il "faccio cose vedo gente".
Sto meditando anche l'apertura di un altro blog a "tema mamma" così da non ammorbare tutti coloro che di pappe, svezzamenti e asili nido se ne sbattono e fanno bene. Di fatto realizzerei il mio sogno originario che non si era potuto concretizzare per l'evidente assenza di figli. In quanto appassionata di avventure di neo-mamme, anche prima di diventarlo, ho sempre desiderato aprire un blog sulla maternità dove parlare per ore dei propri figli senza correre il rischio di annoiare e quindi perdere tutti gli amici.
Considerato però che scrivo un post ogni due mesi, non è dato sapere quanto potrò impiegare nell'apertura di un nuovo spazio virtuale, quindi per ora continuo con il mio ormai classico "di-tutto-un-po'" che tanto fa inorridire gli specialisti del settore.
Oggi oltre alle gioie e meno gioie della maternità vi vorrei raccontare della mia ultima esperienza a Su Carduleu, regno dello chef Roberto Serra.
Se vi sembra di aver già letto qualcosa del genere, state sereni non siete pazzi, è che ve ne ho già parlato ormai più di anno fa.
Perché dunque ripetermi? C'è tutta questa urgenza dopo due mesi di silenzio?
In effetti si, per tante ragioni, prima fra tutte che Roberta Serra ha letto il mio primo post, mi ha riconosciuto e ne abbiamo quindi ampiamente chiacchierato nel dopo pasto di una breve cenetta invernale che ci concedemmo di ritorno da Cagliari.
"Lei ha per caso un blog? Ho letto il suo post sul nostro ristorante...lei è quella delle pareti spugnate".
"Sgamata" ho pensato e poi "Mmmmh lo chef non l'ha presa bene e ora come ne esco?"
In effetti ho capito che la critica circa l'aspetto del ristorante è ricorrente e che se ti sbatti tanto per portare una cucina di qualità in un piccolo paese al centro della Sardegna, la critica sul colore delle pareti ti rompe parecchio le palle e ti fa pure un po' male.
Ho anche capito le sue ragioni e la sua scelta di spendere più soldi e investire più risorse nell'allestimento della cucina (che poi è la cosa più importante che di posti belli in cui si mangia male ne conosciamo parecchi).
Io nonostante la brutta figura ho continuato a dichiararmi nemica dello spugnato, ma devo dire che l'ultima volta che sono stata a Su Carduleu (che è esattamente quella che vi sto per raccontare) ho trovato il ristorante più accogliente ed esteticamente piacevole (benché non ci siano stati cambiamenti radicali).
E' che a Su Carduleu si mangia talmente bene che di tutto il resto ti frega poco.
Anche perché il servizio è attento e gentile e Chef Serra molto presente e disponibile.
L'occasione della nostra trasferta ad Abbasanta era doppiamente speciale: era il mio compleanno ed era anche il primo pranzetto fuori senza la nostra pargola.

lunedì 20 maggio 2013

Un anno dopo e un ristorante per festeggiare: Su Carduleu di Roberto Serra



Un anno fa mi sono alzata presto, prima di quanto pensassi, con un gran mal di testa, i capelli duri come la pietra, i piedi devastati e la sensazione di essere sopravvissuta a una gran fatica.
Perché io il giorno prima di quel 20 maggio di un anno fa, mi sono sposata.
E mi sono svegliata con un cellulare pieno di messaggi, il più delicato recitava più o meno così: "Che culo. Il vero regalo te l'ha fatto il tempo".
Eh già, perché anche il 20 maggio dell'anno scorso pioveva a dirotto, la villa dove abbiamo fatto il ricevimento sembrava una zattera e la temperatura era scesa di circa 15 gradi.
Insomma, è proprio vero che nella vita, nelle piccole e nelle grandi cose, ci vuole fortuna.
E sappiate che il detto "sposa bagnata sposa fortunata" è nato solo per consolare la poveretta con l'abito bagnato fino alle ginocchia, gli ospiti infreddoliti stipati in una sala come leoni in gabbia e la prospettiva di un album di foto all'insegna del grigiore.
Tutto questo per dirvi che è passato un anno e che la cosa mi sembra incredibile.
Perché mi sembra ieri tutto quel tourbillon di emozioni, di cose da fare, di amici mobilitati, di balli scatenati, di mojito freschi freschi.
Ieri abbiamo festeggiato con un pranzetto solo per noi, fuori da una Sassari in gran festa per la Cavalcata Sarda.
Siamo andati a Su Carduleu, il ristorante che lo chef Roberto Serra ha aperto ad Abbasanta, dopo aver lavorato con i migliori chef fuori dall'isola. Per capirci era uno che lavorava per Vissani.

giovedì 31 gennaio 2013

Venezia: guida pratica di un fine settimana


Eh si, siamo tornati, di già, neanche il tempo di rendercene conto e stavo scolando la pasta nella cucina di casa.
Il volo diretto Ryanair da Alghero è molto comodo per chi, come noi, voleva passare a Venezia giusto un week-end, però ha una controindicazione: la domenica si parte alle 11:55, quindi c'è giusto il tempo per alzarsi, fare colazione e precipitarsi (se siete ritardatari come noi) alla fermata dei bus.
Ma non lamentiamoci, in fondo quel "giorno e mezzo" che abbiamo passato in laguna è valso come un viaggio vero.
Nessuna cattiva sorpresa: Venezia è ancora un concentrato di strabiliante bellezza.
Non c'è angolo, calle, campo, ponte che non ti strappi un sospiro di meraviglia.
Il tempo è stato clemente e ci ha regalato due giornate gelide, ma con un sole splendente.
Non voglio riportarvi esattamente il mio diario di bordo perché,  per quanto sia stato solo un giorno e mezzo, vi assicuro che risulterebbe parecchio pesante.
Vorrei però lasciarvi qualche indicazione, qualche piccolo consiglio, che se capitate là in zona, potrebbe esservi utile.
Merito anche della mia amica Elisa, che a Venezia ci ha vissuto e che credo ci abbia anche lasciato un pezzo di cuore, e che già da qualche anno "spaccia" una piccola guida per golosi e bevitori, con tanti nomi di locande economiche in cui si mangia e si beve come si deve.

venerdì 21 settembre 2012

A cena a Les Creations de Narisawa

Les Creations de Narisawa

Questo post era già nelle "bozze" da parecchio tempo, ma non ero così sicura di saper raccontare per bene la nostra esperienza gastronomica nel ristorante dello chef giapponese Narisawa. E siccome è stata incredibile, un vero e proprio viaggio nel gusto e nell'arte dell'alta cucina, non volevo rovinare tutto con un racconto non all'altezza.
E sinceramente non volevo neanche che passasse come la cena nel ristorante super caro e blasonato di chi non vuol badare a spese...benché io per mangiare sia pronta a spendere molto di più che per un cappotto, un taglio di capelli (e infatti non li taglio da più di anno..) o uno smart-phone.
La verità è che la cena da Narisawa è il regalo che ci siamo fatti per il nostro matrimonio e devo dire che non ce ne siamo affatto pentiti.
Da poco ho rivisto le foto (di pessima qualità visto che la mia macchina fotografica ci ha abbandonati sul più bello) e mi è venuta una gran voglia di dedicare un post alla bella serata che abbiamo passato.

mercoledì 7 marzo 2012

Mangiare a Sassari (e dintorni): Ristorante Il Mare a Porto Torres


Mi rendo conto che sono così poco costante nello scrivere... riuscirò a tenere vivo questo blog in fasce? E'che sono state giornate piene di eventi: Rossella Urru prima libera e poi di nuovo prigioniera, Lucio Dalla che se ne va così all'improvviso, riportando alla memoria ricordi e sensazioni di bambina, i No-tav, la lega e la presunta corruzione...insomma per una aspirante blogger che legge un sacco quello che scrivono gli altri, è stato un periodaccio!
E poi sto cercando di limitare la mia internet-dipendenza e la sera mi sto dedicando a un buon libro, a qualche chiacchiera, a un film.
Oggi però voglio recensire (mamma quanto sembro seria) il Ristorante Il Mare di Porto Torres...uno di quei posti in cui il pesce arriva sul tuo piatto dritto dritto dal mare.
Freschezza estrema e grande estro in cucina: sono giorni che sogno la fantastica spigola in guazzetto che abbiamo assaggiato!
Il ristorante ha una piccola sala al piano terra e un'altra al sotto-piano, è arredato in modo semplice, ma piacevole, con un chiaro richiamo al mare e alla terra di Sardegna.
Non avevamo neanche iniziato a leggere il menù che il giovane proprietario del ristorante si è presentato con un bel vassoio di pesci FRESCHISSIMI...niente allevamenti, solo spigole, orate, triglie, saraghi, nati e cresciuti in libertà.
Mangiare pesce così al ristorante è sempre caro, sono 5,00 € l'etto e non c'è mai quello che corrisponde alla quantità precisa che fa per te...sempre un po' più del dovuto...
Ma come si fa a resistere a una spigola come quella che ci si è materializzata davanti agli occhi??
"Vada per la spigola"... abbiamo sentenziato.
Ci siamo quindi buttati sul mix di antipasti, 2 porzioni, in quattro, un bel po' di proposte, tutte molto buone, alcune anche parecchio originali.
Insalata di polpo con olive, molto tenero, filetti di triglia su un letto di kiwi, un'esplosione di mare nel palato, le polpettine di pesce e gli arancini di riso con i gamberi, gustosissimi, fritti alla perfezione, dei moscardini alla diavola favolosi, e i calamari ripieni, molto buoni e soprattutto diversi da quelli che si mangiano normalmente. Purtroppo il tempo non era dei migliori e, benché fossero sul menù, non c'era disponibilità né di ostriche, né di tartufi di mare.
Piuttosto soddisfatti da questo esordio, abbiamo optato per i primi, anche questa volta 2 porzioni per 4 persone. Una porzione di pasta con pescatrice e melanzane e una di ravioli di pesce con bottariga, entrambi molto buoni.
Ed ecco che arriva il momento della spigola, cotta in guazzetto con i frutti di mare, gamberi, cozze e arselle, è forse la spigola più buona che abbia mai mangiato in vita mia. Un'esaltazione del sapore del pesce rara e davvero speciale. Abbiamo anche chiesto la ricetta alla chef, ma si è mantenuta sul vago e non ha voluto svelare il suo segreto :-) .
Abbiamo concluso il pasto con una seadas, ottima, un salame di cioccolato e dei bon bon al caffè, devo dire entrambi abbastanza trascurabili.
Due bottiglie di vino, un Cala Reale di Sella e Mosca e un Canayli della Cantina di Gallura, caffè ed ammazza (offerto in doppia razione).
Il tutto ci è costato 42 € a testa, che non è poco, ma abbiamo avuto la sensazione che non fosse "un furto" e che per una cena di questa qualità potesse essere un prezzo equo. Certo, sarebbero bastati 5 € in meno a testa per guadagnarsi l'appellativo del miglior ristorante di pesce della zona, quanto a rapporto qualità/prezzo.
Ma ci torneremo di sicuro, anche per sperimentare la formula antipasto +  primo e vedere un po' che succede.
Anche se quella spigola...varrebbe da sola un bel 9!


Ristorante Il Mare
Specialità marinare
Via Galilei, 28 - Porto Torres
Info e prenotazioni: 079/502458 - 348/3341167



lunedì 27 febbraio 2012

Mangiare a Sassari: Trattoria Il Vecchio Mulino


Inizio la mia "carriera" di blogger con la prima delle tante idee che mi sono balenate in testa in questi anni: fare un blog utile per chi si trova a Sassari (e dintorni) e vuole mangiare-bere-divertirsi.
Non sono un critico gastronomico e non sono sommelier, ma sono molto appassionata e piano piano sto affinando il mio palato.
Ma veniamo alla nostra cenetta!
Il Vecchio Mulino, circolo enogastronomico, si trova a Sassari in via Frigaglia, nel cuore del centro storico. Il locale, un antico mulino ristrutturato, è molto carino ed accogliente.
Quella dell'altro giorno è stata la mia seconda visita e devo dire che ne sono uscita soddisfatta.
Si inizia con un giro di antipasti: cipolle e funghi gratinati al forno, cavolfiore in umido, salumi misti, involtini di coppa con formaggio fresco, panadas ripiene di bue rosso, un pecorino "fiore sardo" e una ricotta fresca vaccina da accompagnare con miele e confettura al corbezzolo biologica. Gli antipasti hanno riscosso tutti grande successo. Le porzioni non sono enormi, ma perfette per chi ha voglia di fare tanti assaggini e arrivare "vivo" alle portate successive.
I primi sono di pasta fresca fatta dalla casa, tagliatelle al cinghiale, tagliatelle ai carciofi e ricotta mustia e una grande scelta di ravioli: ripieni al bue rosso e conditi in bianco con scorza di limone e fiori di zucca (BUONISSIMI), ai porcini conditi con salsa ai porcini, alle erbe, ce n'erano 3 diverse, e agli asparagi conditi in bianco con altri asparagi selvatici.
Io provato questi ultimi e devo dire che erano buonissimi, saporiti senza essere stucchevoli con la pasta sottile e freschissima. La porzione generosa.
Gli altri hanno preferito buttarsi sul secondo ed in particolare sul filetto ai carciofi: ottima scelta perché era tenerissimo e molto gustoso.
Per contorno hanno scelto - ahimè - un'insalata che anche se fresca è pur sempre insalata!
Ci hanno proposto anche una grigliata mista di carne, bistecche di manzo, braciole di maiale e filetto ai porcini.
Abbiamo bevuto per tutto il pasto acqua e vino della casa, un cagnulari di buona qualità. Una piacevole sorpresa, visto che spesso nelle trattorie si beve vino pessimo!
Uno solo di noi è arrivato al dolce, una sfoglia con pere calde al caramello e gelato alla crema, un dessert semplice, ma, inutile dirvi, molto goloso. Tutti abbiamo preso il caffè e a fine pasto ci hanno offerto il digestivo. Il personale è stato gentilissimo.
Insomma una bella cena, con prodotti di ottima qualità ed una cucina casalinga, ma originale e curata.
Il prezzo totale è stato di 27 euro a testa che non mi pare molto se si valuta che su 5 persone 3 hanno preso il secondo (normalmente più costoso del primo).
Il Vecchio Mulino organizza anche molti eventi culturali, concerti, mostre, spettacoli e cene a tema. Infatti consiglio di chiamare prima di andare, così da essere "preparati" a un eventuale concerto di pizzica o a uno spettacolo di marionette! Io se esco per mangiare preferisco stare tranquilla e concentrarmi solo sul cibo, ma ogni tanto una cena diversa può esser divertente!


Il Vecchio Mulino
Via Frigaglia, 5
Sassari
Tel. 079.4920324